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Con la necessità di raccontare l’arte contemporanea siciliana attraverso l’utilizzo di diverse tecniche espressive, Kyklops vedere l’intero, è infatti una rassegna artistico-culturale pensata come un testo per salvare la forma quadro e libro, nata con l’intento di voler ammirare l’intero attraverso un percorso delimitato da frammenti, che hanno tracciato durante i nove incontri, un itinerario artistico evidenziato da personali diverse tra loro, ma con unico denominatore comune: l’appartenenza al territorio, fonte inesauribile di ispirazione. L’ultimo incontro avverrà sabato 17 Dicembre alle ore 19.30 nella Tenuta San Michele – Santa Venerina e ospiterà la personale di Sandro Bracchitta, artista rinomato che da poco ha concluso la sua splendida esperienza in Cina dive ha insegnato l’arte della incisione, oggi tra i presenti alla conferenza, ha sottolineato il suo legame con il nostro vulcano, “l’attenzione alla montagna è presente anche nelle mie opere, attraverso l’utilizzo della pietra vulcanica”. Artista le quali opere invitano a un viaggio attraverso i simboli che lui stesso immortala nei suoi lavori, la natura, l’eros e tutto ciò che è legato all’evoluzione.
Per la mostra “#Impronte” l’artista propone un’installazione sitespecific dove il suo alfabeto segnico reagisce in modo puntuale allo spazio espositivo e all’ambiente naturale circostante, da cui sono mutuati alcuni dei materiali utilizzati, invitando il visitatore a un percorso fisico e mentale personale e irripetibile.

BIOGRAFIA

sandrobracchittaSandro Bracchitta nasce a Ragusa nel 1966.
Frequenta il Corso di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze concludendo gli studi nel 1990, anno in cui inizia la sua attività di grafico e di incisore. Nel 1992 ottiene una borsa di studio per frequentare la scuola di specializzazione grafica Il Bisonte di Firenze e nel 1993 lavora nella stessa scuola come assistente del Maestro Domenico Viggiano. Nello stesso anno inizia un’intensa attività espositiva. Nel 1994 viene invitato alla Triennale Mondiale di Incisione di Chamalieres in Francia e vince a Cadaquès in Spagna la XIV Edizione del Mini Print International. Dal 1994 al 1997 è invitato a partecipare a varie esposizioni nazionali e internazionali, come la XXI e la XXII Biennale Internazionale di Grafica di Lubiana in Slovenia; il Premio Internazionale “Biella” di Arte Grafica; la Biennale di Ibiza; la Triennale di Incisione di Cracovia e, ancora, le Esposizioni Internazionali di Grafica di Budapest, di Bitola in Macedonia, di Uzice in Croazia. In Italia partecipa alla III Biennale di Incisione di Acqui Terme e vince a Fermignano il I Premio Nazionale per l’incisione “Fabio Bertoni”. Nel 1998 viene invitato alla IV Biennale Internazionale di Sapporo in Giappone, alla Triennale di Grafica di Tallin in Estonia, al Salone Internazionale “Ex Libris” di Beijing nella Repubblica Popolare Cinese. Lo stesso anno vince in Finlandia il Grand Prix al concorso Mini Print Finland. Nel 1999 riceve presso il Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce di Genova il premio Giovani Incisori Italiani. Nel 2001 riceve un premio dal Museo Nazionale d’Arte Moderna di Tokio alla Triennale Internazionale di Incisione di Kanagawa e, ancora, un premio dal Museo Comunale di Györ in Ungheria. Nel 2007 riceve il Premio Leonardo Sciascia “Amateur d’Estampes”. Nello stesso anno riceve il primo premio alla Biennale Internazionale di Incisione di Acqui Terme, il Grand Prize all’Ural Print Triennial 2007 in Russia e nel 2009 il Grand Prize, The 2° Bangkok triennale International Print and Drawing Exhibition Thailand e il premio del pubblico alla biennale Internazionale D’Estampe Contemporaine de Trois-Rivières,Quèbec, Canada.Attualmente è docente di Incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo
Vive e lavora a Ragusa.

NOTA CRITICA

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L’immaginario di Bracchitta – declinato nella pittura come nelle incisioni, nei pastelli o nelle installazioni – è lieve e allo stesso tempo deciso, popolato com’è di simboli potenti e ancestrali legati alla donna, alla dimora, alla natura. La narrazione procede per frammenti simbolici carichi di senso, che isolano, del racconto, solo alcuni fatidici elementi: un volto, un paio di mani protese, una casa, la sagoma scura del vulcano, quella lieve di un ramo spoglio. Si viene perciò invitati a penetrare un’atmosfera incantata e arcana, che interroga dolcemente e accompagna in itinerari misteriosi e cerebrali. Il titolo dell’opera fornisce il primo indizio per addentrarsi in un percorso di lettura che si alimenta di suggestioni cromatiche e spigolature di dettagli e frammenti di figurazione. La pittura si impreziosisce di inaspettati spessori, di grumi aggettanti e spiraliformi, di sgocciolature flessuose, di preziose lamine d’oro: così anche la materia, ricca ed eloquente, completa e amplifica i percorsi di senso, assecondandoli o suggerendone di nuovi. Concorrono non da ultimi i colori, sempre decisi e senza esitazioni, dal bianco abbagliante al blu profondo, dal rosso e giallo più intensi al nero senza scampo.Per la mostra “#Impronte” Bracchitta propone un’installazione site-specific dove il suo alfabeto segnico reagisce in modo puntuale allo spazio espositivo e all’ambiente naturale circostante – da cui sono mutuati alcuni dei materiali utilizzati, invitando il visitatore a un percorso fisico e mentale personale e irripetibile.