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Un piatto vuoto

Un alfabeto segnico essenziale che ruota attorno ad alcuni temi/motivi ricorrenti, antichi, sovrabbondanti di senso, evocativi di storie e culture anche lontane nel tempo e nello spazio. Il cerchio, la sfera: è pupilla, è mammella, è fonte sonora, è un piatto vuoto. Se il titolo guida la lettura dell’opera, essa però non è mai una narrazione completa, ma un frammento enigmatico, un simbolo decontestualizzato, la cui cornice sfugge, aprendo a diversi percorsi interpretativi collaterali. L’intreccio, il segno ramificato: esso si poggia sulla campitura di colore caldo o risalta a contrasto sul bianco di forme lunari; è un ricordo di natura, è una scrittura non decifrata. Talora è il linguaggio “altro” della pittura a prevalere: ne è conferma il fatto che, anche quando si intraprende il racconto del dato reale, come nelle ninfee di Omaggio a Monet (2014), la forma naturale è quasi pretestuosa ed è solo l’occasione per una scrittura fatta di colori e accurate sovrapposizioni cromatiche.

 

 

Natale Platania 2011Natale Platania è nato a Catania nel 1961.
Nel 1984 si diploma in scultura all’Accademia di Belle Arti di Catania con i maestri: Eugenio Russo, Concetto e Silvio Marchese, Vittorio Fumasi e Antonio Brancato.
Nel 1984 lavora a Carrara nel laboratorio di scultura di Carlo Nicoli e nel 1986 è assistente allo studio di Francesco Somaini a Lomazzo (Como).
Nel 1984 entra far parte del gruppo Artestudio, e nel 1986 è tra i fondatori di Novorganismo.
Dal 1988 è docente di Plastica Ornamentale, Videoscultura e Tecniche del marmo e delle pietre dure per il Restauro all’Accademia di Belle Arti di Catania.
Dal 1990 è Art Curator di diverse gallerie d’arte come osservatorio dell’arte giovane in Italia e promuove iniziative d’arte contemporanea
Dal 1990 propone sia il suo lavoro di scultura, che di fotogrfia e pittura.
Dal 1998 al 2004 ha collaborato con il Centro Documentazione Artistica Contemporanea “Luigi Di Sarro” a Roma
Nel 2001 entra a far parte del Centro Voltaire di cui è direttore artistico
Nel 2012 gli è conferito il “Premio Ettore Majorana” per la sua attività di artista e promotore dell’Arte Contemporanea in Sicilia da oltre 30 anni.

Kyklops, vedere l’intero

Il Ciclope rinvia alla visione del cerchio, che da Parmenide fu chiamato l’Uno: la ben rotonda verità.

Alle pendici dell’Etna, dove la tradizione pone il Ciclope, collezioniamo – attraverso gli artisti – i frammenti della confidenza con l’incanto, in un contenitore che vuole riappropriarsi della ‘forma quadro.
L’idea – «Kyklops – Vedere l’intero» – si snoda imitando la ‘forma romanzo’, con una «Introduzione», uno svolgimento (mostre personali, come capitoli del testo, cui lo stesso artista dà il titolo).

L’arte contemporanea si configura come un campionato appassionante e vario, nel quale convivono pacificamente proposte linguistiche anche molto diversi cate; è inoltre un campionato che si sta ancora svolgendo sotto i nostri occhi e del quale è impossibile stabilire adesso il podio; appare più che ragionevole abbandonare la pretesa di rintracciare percorsi e orientamenti condivisi, mentre vecchi e nuovi  ismi, pur utili per circoscrivere scuole e fenomeni, vanno applicati o confezionati con cautela. Non è più particolarmente fruttuoso, intraprendere un discorso sul parametro del “valore”, termine oggi discutibile quanto composito (Vettese), anzi persino arbitrario, una volta decaduto il paradigma classicista