Storie Enogastronomiche: Murgo, dall’Etna le magmatiche bollicine di Nerello Mascalese

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Collabora con la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus. Docente universitario a contratto dal 2000, attualmente alla IULM di Milano, facoltà di Arti, Turismo e Mercati; ha insegnato anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.

Liggeri è venuto a trovarci in cantina e ne è scaturita fuori una passione visibile all’interno dell’articolo su Storie Enogastronomiche.

Qui inseriamo un estratto ma vale la pena leggere per intero il pezzo.

Prendere un vitigno autoctono siciliano e farne uno dei migliori spumanti del mondo, mentre il resto d’Italia si sdilinquisce per le bollicine omologate tratte da convenzionali uve internazionali: sta in questa coraggiosa sfida culturale, vinta trionfalmente, il genio che ha reso la cantina Murgo un’azienda di culto di caratura internazionale.

murgo da Etna vino Nerello Mascalese 2

Perché ci voleva un colpo di genio per intuire che il Nerello Mascalese, simbolo ancestrale della viticoltura dell’Etna, potesse essere superbamente spumantizzato, in anni in cui – era il 1990 – non era ancora di moda come adesso.

La forza della terra di Sicilia ha fatto da catalizzatore, riunendo i Murgo tra i tanti filari dell’azienda, in particolare quelli della Tenuta San Michele, in mezzo ai quali trovano posto non soltanto l’intera filiera della vinificazione, ma anche un elegante agriturismo e un ristorante

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By | 2016-12-09T10:36:53+00:00 24,maggio 2016|0 Comments